Il ricamo di uno spaventapasseri, una leggenda, giuggiole...

Le foglie della vite americana cominciano a cambiare colore ed io in questi giorni ho finito di ricamare un sorridente spaventapasseri.



Secondo voi, lo spaventapasseri è ormai una tradizione del passato oppure in certi paesi si usa ancora metterlo a guardia dei terreni appena seminati?
Io non ne vedo più da anni, con i loro vestiti colorati e le facciotte buffe mettevano allegria, erano simpaticissimi!
Mi ricordo quando da piccola i miei genitori mi portavano con loro a trovare degli amici in campagna,  ne avevano diversi, mi piacevano molto, mi incuriosivano e mi affascinavano.
Una volta ho giocato con le loro figlie a chi arrivava prima allo spaventapasseri ..... se ci penso sento ancora le urla del nonno!


Forse non si usano più  perchè non spaventano più gli uccellini, magari sono diventati amici come in questa storiella molto carina.
" Una volta un cardellino fu ferito a un'ala da un cacciatore. Per qualche tempo riuscì a sopravvivere con quello che trovava per terra. Poi, terribile e gelido, arrivò l'inverno. 
Un freddo mattino, cercando qualcosa da mettere nel becco, il cardellino si posò su uno spaventapasseri. Era uno spaventapasseri molto distinto, grande amico di gazze, cornacchie e volatili vari. 
Aveva il corpo di paglia infagottato in un vecchio abito da cerimonia; la testa era una grossa zucca arancione; i denti erano fatti con granelli di mais; per naso aveva una carota e due noci per occhi. 
"Che ti capita, cardellino?", chiese lo spaventapasseri, gentile come sempre. 
"Va male. - sospirò il cardellino - Il freddo mi sta uccidendo e non ho un rifugio. Per non parlare del cibo. Penso che non rivedrò la primavera". 
"Non aver paura. Rifugiati qui sotto la giacca. La mia paglia è asciutta e calda". 
Così il cardellino trovò una casa nel cuore di paglia dello spaventapasseri. Restava il problema del cibo. Era sempre più difficile per il cardellino trovare bacche o semi. Un giorno in cui tutto rabbrividiva sotto il velo gelido della brina, lo spaventapasseri disse dolcemente al cardellino. 
"Cardellino, mangia i miei denti: sono ottimi granelli di mais". 
"Ma tu resterai senza bocca". 
"Sembrerò molto più saggio". 
Lo spaventapasseri rimase senza bocca, ma era contento che il suo piccolo amico vivesse. E gli sorrideva con gli occhi di noce. 
Dopo qualche giorno fu la volta del naso di carota. 
"Mangialo. E' ricco di vitamine", diceva lo spaventapasseri al cardellino. 
Toccò poi alle noci che servivano da occhi. "Mi basteranno i tuoi racconti", diceva lui. 
Infine lo spaventapasseri offrì al cardellino anche la zucca che gli faceva da testa. 
Quando arrivò la primavera, lo spaventapasseri non c'era più. Ma il cardellino era vivo e spiccò il volo nel cielo azzurro."



Adoro i frutti dell'autunno, oggi ho comperato le castagne e le giuggiole, le conoscete le giuggiole?
I ragazzi di città non le conosco, sembrano frutti d'altri tempi, frutti ormai dimenticati, le ho trovate al mercatino in piazzetta dove vendono i prodotti dell'orto a Km zero, cercano di far riscoprire ed apprezzare questo frutto ricco di proprietà e benefici per il nostro organismo.
A proposito di giuggiole....
Noi usiamo molto spesso dire: " E' andata/o in brodo di giuggiole" cioè quella persona si scioglie dalla felicità, è contentissima, è fuori di se dalla gioia e dal piacere.
Gli esperti dicono che questo detto è nato dall'allegria di chi beveva troppo liquore di giuggiole  "brodo di giuggiole" dal gusto molto particolare, ( me lo ricordo benissimo perchè una mia prozia lo preparava).
Per chi lo assaggiava era difficile smettere, un bicchierino tirava l'altro e senza accorgersene la bottiglia finiva e tutti cantavano e ridevano a  per niente.
Bacioni!

Una lanternina per illuminare una serata speciale


Profumi e colori d'autunno, tepore di casa, un tè con amici o con una persona cara, una cenetta in famiglia, a volte basta poco per creare l'atmosfera che scalda ed illumina una serata.
Mi è capitato più volte di preparare un centrotavola ed accendere le candele, ogni volta qualcuno mi diceva: sono bellissime le fiamme, è quello che ci vuole per illuminare questa serata!
Parole che ho conservato e che mi hanno fatto compagnia in una giornata noiosa e piovosa della scorsa settimana,  ho pensato a questa frase, l'ho fatta diventare uno schemino che poi ho ricamato e confezionato così, in modo rustico.



Creare questo lumino con la targhetta ricamata è semplicissimo, basta procurarsi:

un barattolo di vetro,
riempirlo di  grani di pannocchia,
passare due volte il filo di rafia in tinta attorno alla parte superiore del vasetto e annodarlo.
Sistemare al centro la candelina con la base di metallo.



Ricamate lo schemino e cucitelo sul pannolenci in tinta.
Puntate dietro alla targhetta un ago di sicurezza, fissatelo al vasetto passandolo nel nodo della rafia e poi chiudetelo.



E adesso che avete creato l'ambiente adatto coccolatevi con una fetta di torta ed un infuso di frutta.


Buona serata a tutte!



Vi lascio lo schemino

                       


Bacioni e buon weekend

Weekend a Bolzano con visita a Kreativ

Buongiorno a tutte e buon inizio settimana, 
oggi niente lavori ma solo un po' foto!


Sabato sono stata a Bolzano con la mia famiglia a visitare la fiera 




Poi quattro passi in centro a Bolzano





e poi a dormire in un accogliente Gasthof  a 1400 m di altitudine,
 un posto incantevole in mezzo al bosco!




Questa è la vista dalla camera


Un vero peccato partire!


Domenica visita a Merano,
queste sono le terme


e questi i palazzi che mi hanno colpito nel centro storico





Anche qui c'è il ponte dei lucchetti, oltre che dei fidanzati ce ne sono tantissimi anche per anniversari di matrimonio ed uno per le nozze d'oro!



In centro ci sono tantissime vetrine di spezie



I giardini di Merano sono stupendi, i fiori sono ancora bellissimi!





Vi lascio con questa curiosa pianta!


Un bacione!

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